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“Sicuramente io sto meglio, perché poi come ho sempre pensato attraverso il risultato e le vittorie i ragazzi possono allenarsi con più tranquillità. Così si ritrova il collettivo e il gioco di squadra. Lo spirito fa sempre la differenza”.

Era Luciano Spalletti a parlare, poco prima di una partita, che dipingeva in fondo un momento delicato, visibile a tutti, della propria squadra.

Ma di questi momenti la storia dello sport è colma, fa parte dell’identità stessa dello sport.

Gli allenatori delle squadre di alto livello sanno bene che l’insidia è sempre dietro l’angolo, che la sconfitta può sopraggiungere in qualsiasi momento, magari proprio dopo vittorie entusiasmanti. Il nocciolo della questione è la continuità. Questa delicata dimensione psicologica è fondamentale per poter raggiungere mete ambite, per salire in vetta.

Come si può raggiungere la continuità? Dal punto di vista scientifico, nel mio lavoro di preparazione mentale di atleti professionisti, consiglio sempre di esplorare sin dalle prime battute di una stagione sportiva lo “status motivazionale” dell’atleta e della squadra, cercando di capire se gli obiettivi dichiarati dalla società e dal tecnico per quella determinata stagione siano davvero interiorizzati da ognuno, o se invece, al di là delle battute sulla stampa, non c’è una reale convinzione che “l’impresa sia possibile”. Parafrasando potremmo dire che se la motivazione rappresenta il pentagramma di uno spartito musicale, lo status motivazionale è indicativo di quali note musicali vogliamo scriverci sopra: note dai toni alti, note intermedie, note più basse…e il tutto alla fine crea una ben definita “composizione”. Che poi diventa la vera musica di un’intera stagione.

(I segnali dello status motivazionale sono la frequenza e l’applicazione agli allenamenti, le dichiarazioni pubbliche, le espressioni dei volti e dei corpi degli atleti, gli stati d’animo “amplificati” che accompagnano le performance della squadra, gli infortuni da stress psicosomatico, il gioco “nervoso”, l’altalenanza delle prestazioni più in generale).

Ma cosa si può fare in questi casi? Intanto occorre dire che un secondo elemento è fondamentale  in queste situazioni delicate: il rapporto di fiducia fra l’allenatore e la squadra. Nello sport internazionale quasi tutte le gare sportive si decidono in fondo per dei momenti, degli attimi che passano e si portano via il risultato finale. Ecco, bisogna insegnare ai propri atleti e alle proprie squadre a saper riconoscere e cogliere queste situazioni flash e girarle a proprio favore. E con il metodo scientifico oggi questo è finalmente possibile: basti pensare ai recenti casi di Federica Pellegrini e Alessia Filippi alle Olimpiadi di Pechino, due atlete che abbiamo ben preparato (insieme anche ai tecnici) a “rispondere di testa” a qualsiasi situazione si possa verificare.

Il Talento oggi nello sport non basta più, e non va dunque solo individuato ma anche preparato e addestrato in modo completo e attento: e la fiducia è l’ingrediente fondamentale, per costruire e “cementare” il rapporto con ogni atleta e con il gruppo, per poter creare e diventare un blocco unico, un’unica mente pensante che sappia rispondere agli eventi in modo rapido e deciso.

Così facendo, difficoltà dopo difficoltà, si crea la tanto ambita continuità, meta ambita di tutti gli allenatori e i preparatori mentali. Ma se continuità è sinonimo di linearità, capiamo allora l’importanza della coerenza e della lealtà per sviluppare, col tempo, una fiducia autentica con i propri atleti. Molti coach hanno costruito questa importante capacità di “reggere” psicologicamente lo stress nei momenti delicati, di ripartire dalle sconfitte e modificare con flessibilità i sistemi di gioco e le relazioni, di “sentire” lo stato d’animo della squadra e “contenerlo”: in una parola di essere resilienti. Esattamente come per i campioni, in questi momenti anche per gli allenatori occorre, oltre all’abilità e ad una “preparazione psicologica”, la capacità tutta umana di risalire. E sorprendere. Perché in fondo è vero: la differenza la fa lo spirito.